Vincere l’ansia facendo di meno

Mi sono imbattuta in questo articolo de l’Internazionale…

Ogni volta che qualcuno dice che “al mondo esistono due tipi di persone” – gli estroversi e gli introversi, i realisti e gli idealisti, gli ottimisti e i pessimisti – state sicuri che sta semplificando. Tuttavia, una distinzione utile esiste: nei nostri rapporti con gli altri quasi sicuramente siamo iperattivi o ipoattivi. Davanti a un problema, possiamo decidere di prendere in mano la situazione, attaccare la lista delle cose da fare e offrire consigli che riteniamo utili, oppure ci facciamo da parte, chiediamo aiuto, speriamo che sia qualcun altro ad assumersi la responsabilità e ci chiamiamo fuori.

Detta così, sembra che gli iperattivi siano persone concrete e vincenti (anche se leggermente fastidiose), mentre gli ipoattivi siano solo parassiti. Ma la verità è molto più complicata, e anche più interessante.

Il rapporto si fossilizza e ognuno accusa l’altro di essere troppo pigro o troppo brontolone

Il problema, secondo Murray Bowen, lo psicologo che ha proposto questa distinzione, è che in un rapporto questi due tipi di persone finiscono per entrare in un circolo vizioso in cui si rinforzano a vicenda.

Il primo si assume più responsabilità di quante dovrebbe, per esempio nei lavori di casa, nei rapporti con i figli, nel prendere decisioni economiche, perché altrimenti nessuno lo farebbe. Ma questo non fa che rinforzare la dipendenza dell’altro, che veramente non fa più nulla e costringe l’iperattivo a svolgere sempre più compiti. Il rapporto si fossilizza, e ognuno accusa l’altro di essere troppo pigro o troppo brontolone.

Una volta capito il meccanismo, se ne possono vedere esempi ovunque: non solo tra le coppie sposate, ma anche tra gli adolescenti, che diventano più passivi quando i loro genitori insistono perché prendano iniziative, o tra i capi che più si immischiano nel lavoro dei loro sottoposti più sono costretti a farlo perché questi non si assumono nessuna responsabilità.

Chi assume il controllo lo fa per controllare la propria ansia

Se state leggendo questo articolo, e se vi interessa questo genere di problemi, è probabile che siate tipi iperattivi come me (diciamo la verità, dare consigli agli altri su come dovrebbero comportarsi in fondo è un modo patologico per voler avere tutto sotto controllo). La questione più spinosa è che l’iperattivismo non è quasi mai considerato un problema. Sia gli iperattivi sia gli ipoattivi tendono a pensare che l’iperattivo sia una persona pragmatica e concreta, mentre l’ipoattivo è un “bambino difficile”, il partner debole in una coppia, o un dipendente poco motivato.

Ma in realtà, chi assume il controllo lo fa per placare la propria ansia, e chi accetta di essere controllato lo fa per lo stesso motivo. “Gli iperattivi”, dice Brené Brown, “preferiscono fare che soffrire”.

Rompere questo schema non è facile, perché gli iperattivi dovrebbero tirarsi indietro e fare di meno, il che significa permettere che qualcosa possa andare storto e sopportare l’ansia che ne deriva (Harriet Lerner, che ha reso famosa questa dicotomia nel suo libro La danza della rabbia, lo chiama “restare in attesa”, non assumersi le responsabilità dell’altro né cedere all’emotività).

E all’inizio non aspettatevi che il partner passivo sia contento, perché anche essere spinti ad assumersi maggiori responsabilità provoca ansia. Ma è l’unico modo per uscire dal circolo vizioso. Per citare la psicologa Carin Rubenstein, gli iperattivi hanno bisogno di un nuovo motto: “Fate meno di quello che potete!”.

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Chi diceva, o meglio cantava, che noi donne siamo dolcemente complicate?

Sì, complicate nella nostra semplicità.

Eppure alle volte siamo semplici per davvero!!!

Mettiamo i puntini al posto giusto e l’unico impegno richiesto, a coloro o colui che ci stanno accanto, è quello di collegare tra loro i vari punti in modo da ottenere una bella immagine esplicativa…più chiare di così? Ovviamente non discuto sulla scelta di avere accanto un essere complicato e soprattutto iperpensante che i puntini non li completa, ma che ti pone dei rebus da risolvere!!

Però ci stressiamo. Ebbene sì, ci stressiamo. Il nostro stress, in realtà, non è nient’altro che una definizione, forse negativa, al nostro voler vivere intensamente quello che la vita ci propone…ma non solo relativo alla nostra di vita, anche a quello che riguarda la vita degli altri che ci sono più o meno vicini: i componenti della famiglia di sangue, i partner, gli amici, i parenti, i colleghi, i vicini di casa, i parenti degli amici, i figli degli amici dei colleghi…ecc

Sono a casa dal lavoro e mi stresso. E chi non lo è, mi verrebbe da dire? Forse chi pratica la meditazione o chi ha semplicemente imparato a lasciare andare…? Work in progress!!

Tutto questo nasce dal fatto che mi sveglio al mattino presto…tipo alle 5, che le mie notti non sono più riposanti come un tempo, che un familiare si fa prendere da angina, che lo stesso familiare, scoagulato, questa volta in moto, debba imbattersi con una macchia d’olio sull’asfalto e che certamente avere delle aspettative nei riguardi del proprio compagno non è di aiuto.

Insomma oggi ho eseguito un trattamento di pulizia del viso associato ad un approccio olistico, suggeritomi da un’amica…perchè lo stress mi causa inestetismi simil adolescenziali. Quindi, olisticamente parlando, riconfermata la triade della mia esistenza: stress, difficoltà a verbalizzare quello che penso, diaframma bloccato. Quando finalmente riuscirò ad esprimermi sarò libera!!

Adolescenza a parte, e tariffa del trattamento a parte…siamo sempre qui!

Non credo di essere l’unica a far fatica ad esprimere il proprio pensiero! Se dovessi tirare fuori tutto quello che penso ogni qual volta fosse necessario, credo che sarei costretta a vivere da stilita, su di una colonna, ferma immobile a meditare. Il mio problema è che non ho i modi e non so far ragionare chi a priori pensa di aver ragione e mai cambierà idea.

E in amore, si è in continua evoluzione, a volte si torna indietro, altre si resta in attesa…e le aspettative si scontrano, e cambiano, e restano in stand by, si ricerca un equilibrio, si cresce e poi mi dico che è bello stare a casa insieme la sera..e che è bellissimo ridere!!

Cosa posso aggiungere, speriamo che il trattamento olistico faccia il suo corso!!

Leggendo

“Ce ne sono milioni meglio di lui!
E con questo? Ce ne sono milioni anche meglio di me. Comunque io non conosco quelli meglio di lui e non posso consumar la mia vita ad aspettar di conoscerli. E poi se dovessimo cercare la perfezione in un uomo, si amerebbero i santi. I santi son morti e io non vado a letto col calendario”

Ho letto che nelle relazioni d’amore regna sovrana l’insicurezza e che metaforicamente ci si ritrova a navigare una zattera, quella dell’insicurezza, senza avere nozioni di marina. Più si è insicuri più l’altro si allontana. Più si è insicuri più si diventa irrazionali. E come una reazione a catena si sbaglia con il rischio di perdere.
La sicurezza, la salvezza, la cura, non le si trova nell’altro.

L’amore deve accettare, sopportare un elevato grado di ansia e  senso di incertezza, se alla passione non seguono un impegno  morale e un’assunzione di responsabilità nei confronti dell’altro. L’incertezza e l’angoscia che ne 
derivano sono oggi accentuate dalla tendenza consumistica a non farsicarico di alcun obbligo, di alcuna promessa che leghi per sempre. Nessuno vuole pagare il prezzo della sicurezza con la perdita della libertà di sfruttare altre opportunità future, quando si  presenteranno. Così tutti i rapporti rimangono per lo più in bilico e sempre più brevi, esitanti, indeboliti da una contraddizione fatale. 
Avere figli oggi è una decisione carica di tensione, estremamente  difficile perché gravida di penose
conseguenze, perché può precludere  possibilità di carriera, imporre di assumere un impegno irrevocabile  per un tempo indeterminato, cioè praticamente per sempre: tutte  condizioni in contrasto, osserva Bauman, con la tendenza generale dellavita  liquido-moderna, che esclude di assumere impegni.

La Calura

Vacanze ancora lontane. Sembra comunque piacevole passare agosto a lavoro, per lo meno c’è l’aria condizionata. A casa vedo il mio gatto che si spalma contro il pavimento in cerca di frescura, lo capisco!! Tapparelle rigorosamente abbassate e ventilatore in funzione per molte ore della notte. Una mia collega mi ha detto che nel 2030 ci sarà una glaciazione…rimpiangeremo questa estate!!

Sognavo, qualche notte fa. Ero in viaggio in treno, da Milano verso il sud. Un viaggio infinito e caldo, tant’è che anche in sogno sudavo e decidevo, ad un certo punto, di indossare abiti più leggeri. Tutto d’un tratto mi ritrovo in Messico per festeggiare l’addio al nubilato di Paola. Eravamo in tre in capitale, alte temperature anche lì, ecco spiegato il caldone ed il mio sciogliermi.

Mi sveglio, 3.36 del mattino, mr bluemood dorme, io sono madida…vorrei docciarmi, ma decido di bere…quello che entra poi esce ed il caldo aumenta. mi rigiro nel letto, anche dal materasso fuoriesce calore, il cuscino è una brace…ma quando l’ho comprato, gli svizzeri, mi avevano assicurato che sarebbe stato un materasso fresco in estate e caldo in inverno…maaaa solo il ventilatore mi può capire!!

Mi sovvengono i pensieri più strani: potrei dormire in ospedale…c’è l’aria fresca…anche con un lenzuolino dormirei bene; oppure potrei dormire sul terrazzo avvolta da una zanzariera; o ancora potrei trasferirmi dai parents, loro hanno una stanza che potrebbe ospitare me e bluemood e l’aria condizionata sarebbe lì…felice e pronta ad aspettarci, solo per noi; o. perchè no, inventare il raffreddino da letto…un po’ come nel film “l’albero degli zoccoli”, che scaldavano il letto col carbone nei mesi freddi, io metterei il ghiaccio…

Poi, fortunatamente il mio delirio lascia spazio al sonno, che ha la meglio e torno a dormire e, sudare, sino al suono della sveglia.

50 min in due giorni

Lunga settimana la scorsa…mooolto lunga ed ho come l’impressione di essere stata presa in giro dal cosmo…

Com’è possibile che in un solo giorno si incastrino tutte le cose che non devono andare…e su di una stessa persona…alias me???!!! La serie di coincidenze malefiche che si sono rovesciate lungo il mio cammino, dal mattino di venerdì scorso sino a sera, non sono casuali…doveva essere il mio giorno di nuvola nera!!

Dico solo che 13 min di parcheggio a pagamento mi sono costati 2.20€…grazie comune…grazie azienda del parcheggio…grazie sindaco…grazie!!!

Le cose belle, partiamo da queste: di tutta la giornata mi porto a casa un messaggio della saggia mamma, che da quando ha uno smartphone è diventata donna whatsapp e donna social…dicevo…mi porto a casa la seguente perla: “se una giornata inizia male non è detto che non possa migliorare”…e’ saggia la donna social, mi dico.

Per un po’ sedo i miei nervi, ma la donna che mi ha generato ignora la legge secondo la quale se una cosa può andare male lo farà e forse andrà anche peggio…allora??

Allora sono stata brava perchè ho indagato nella profondità cosmica e soprattutto dentro al mio raziocinio impazzito ed ho pensato comunque al bicchiere mezzo pieno…poi ho bevuto ed è finita lì!!

Ok…comunque la cosa più buona in assoluto è che ho imparato…Ho imparato una cosa molto importante…sto invecchiando!!

Ho sempre guardato storto coloro che scleravano per cose che io consideravo non degne di nota…ed ora capisco che ognuno di noi ha le sue fisse, paranoie e anche a me capita di perdere la ragione se devo combattere insieme alla mia 600 per un parcheggio gratuito in cui si infila un mitico macchinone che finge di essere lì già da ore in attesa di quel posto; se arrivo in comune con dei documenti e già mi terrorizza la fila incombente di fronte a me; se l’usciere mi fa presente che mi trovo nel luogo sbagliato…e mannaggia a me ho dimenticato il cellulare nella macchina nel parcheggio e non posso chiedere l’aiuto da casa…e allora vado a recuperare l’auto e pago la somma già nota e chiamo…e nooo è giorno di promozione e non ho credito. Ok…mi reco in questura…e ho poco tempo perchè devo poi andare a lavoro…e quindi corro e ovviamente non trovo un parcheggio uno…e poi lascio l’auto in modo inappropriato…e vado…fiduciosa nelle forze dell’ordine e nelle loro funzioni…Mi danno un PASS…varco una soglia, una galleria e trovo degli uffici…e trovo lei…una donna che SA e SA quello che le sto dicendo…e mi sento compresa…e lei mi spiega…ed io capisco che ho perso la mia mattina e che era tutto inutile…non dovevo fare niente…solo tenere i miei documenti in un cassetto a casa.

Non so se abbracciarla o stringerle solo la mano o piangere dal nervoso…decido per la seconda…

Subito dopo mi ritrovo a borbottare per strada e a non spiegarmi perchè chi mi ha fatto i documenti ignorava una legge in vigore dal 2011 e perchè…in sommatoria…mi ha fatto perdere 4 ore in una mattina soleggiata che avrei potuto occupare in mille e più modi…tra cui dormire!

Mi reco in banca..in 20 min posso farcela…ma non è finita: i terminali non mi fanno fare operazioni perchè devo compilare un questionario con dati da aggiornare…in totale spendo 40 min…e…arrivo a lavoro con 5 min di anticipo saltando il pranzo…vorrei baciarmi…e vorrei una gomma da masticare…

Durante il mio pomeridio…mi giunge un messaggio…mia sorella…

“indovina cos’è arrivato per posta? Aiutino…è verde…haaahaaa ne hai presa un’altra!”

Trattasi di multa…questa volta…non sono stata io…la colpevole di reato è donna social…ed io festeggio!!!

Sì sto invecchiando…ma…sono anche più tollerante…me lo riconosco da sola…

Ed in tutto ciò…mr blue mood ed io ci si è visti 50 minuti in due giorni…ahhh l’amour!!

Storie di cibo, di nubi e di vento

Finalmente in vacanza…

Contornata da inglesi over 60…mi sento un po’ anziana dentro!

Questi mangiano tanto, davvero tanto!

La colazione è quasi apocalittica, tutti continuano a muoversi per accaparrarsi un tavolo, se per errore ti avvicini ad un tavolo già occupato, rischi, nonostante la britannica gentilezza, una condanna morale…cosicché tutti gli altri vecchietti si guarderanno dallo starti vicino…ehm…poco male!

La colazione caratterizzata da rumori continui di sedie che di spostano e piatti che si riempiono e si svuotano, di posate che poggiano sul piatto, o che vanno alla bocca, di mandibole masticanti e di denti attivi sul boccone.

I piatti sono gremiti di prelibatezze di origine animale e vegetale di nazionalità germano-anglosassoni, che poco trovano il mio gusto, ma che sicuramente mi permettono di fare uno studio.

I grassi non fanno poi così male se…all’età di  60 e passa anni questi ospiti godono di buona salute e di un lieve sovrappeso!

Io ed il mio quasi banale pasto fatto, spulciando attentamente tra le cose che potrebbero piacermi, da yogurth e frutta secca…un po’ ci vergognamo.

Va bene…niente uova e bacon per me…ma sarà questo forse il segreto dell’eterna giovinezza? Perché privarsi dei piaceri del palato e soffrire continuamente facendo sacrifici alimentari e andando a correre la mattina o la sera in mezzo ai campi dietro le scuole medie?

Insomma…questo è un mistero!

Il pranzo però lo saltiamo, dopo l’abbuffata delle 10!

La cena la fa da padrona…golosità del territorio? Noooo ancora una volta cucina continentale…e piatti sproporzionati per l’ampiezza degli stomaci…

Per lo meno come dice il mio mentore dell’alimentazione…mangiate tanta verdura!

Per fortuna i paesini limitrofi offrono una cucina tipica che oltre ad essere sostenibile è veramente buona.

Ed ecco che si scoprono minuscole botteghe in cui il cuoco cucina come avrebbe fatto mia nonna e che la signora che ci serve al tavolo potrebbe essere mia mamma e, cosa che mi sorprende sempre, anche se non si parla la stessa lingua…ci si comprende perfettamente!!

Il vento è onnipresente ed oggi, che ho scelto di prendere il sole…le nubi si accumulano minacciose!!

Farò un salto allo snack point!!

…piedi freddi

È da un paio di notti che faccio fatica ad addormentarmi…non può essere il cambio dell’ora nè tantomeno dei pensieri, poiché non ne ho. Ed è brutto aspettare il sonno quando sai che alle 5.45 suona la sveglia!!!

Un mio amico avido di libri lesse un giorno: “finché riesci a dormire, va tutto bene”. Ecco è per me, questa una situazione seminuova.

Ho fatto prove : ho adottato la tecnica “guardo la tv”…intanto ho fatto altro, ho sistemato le varie cartelle e files ed il desktop è in ordine. Ho infine ascoltato della musica rilassante, tramite una app…ma oggi mi irrita…

Ed ho anche i piedi gelati…

Morfeo, vedi tu, se di grazia volessi passare…

She run, run, ruuuuun away

On Air -Creep- Radiohead

Non so come spiegarmi, ma è quando sento canzoni di artisti anonimi in cui trovo un pezzettino del mio vivere, in cui ritrovo emozioni o rivivo ricordi…mi manca un po’ il fiato, alcune sono di una bellezza che è impossibile ritrovare. Come quando mi commuovo ad ascoltare una bimba di 6 anni, dotata di auricolari, che canta una canzone famosa in inglese inventando le parole.

Mi fermo a pensare che storie hanno questi musicisti che ci mettono tutto, non solo le due corde vocali che, quelle son bravi tutti a farle vibrare, i vari arrangiamenti ed il coraggio per raccontarsi a chi, a volte, si ferma ad ascoltare.

E tante canzoni mi rimandano a te, nella loro dolcezza e profondità, nella loro estrema malinconia, nella loro infinita gamma di grigi, nella loro unicità…

Manchi! Manchi tanto! Manca svegliarmi con te. Addormentarmi dandoti la mano. Darti un bacio e sentire il tuo profumo. Fare la permalosa quando mi prendi in giro. Farti sentire la mia playlist e aver voglia di noi…. Vorrei tu fossi qui…solo per stringermi un po’ a te…perchè…tante volte mi basta solo un abbraccio per ricaricare le energie…tante volte parte della mia forza sei tu…

Sbagliare

Ci sono quei giorni in cui basta un niente per farmi mettere in dubbio tutto…ma tutto, me, te e tutto.

Ed oggi è un giorno di questi…

Perché mi serve avere sicurezza?

Perché gli chiedo conferme su cose che sono lontane?

E perché, infine, mi incupisco e sento la gola stretta in una morsa?

I vari perché non mi sono ancora noti!

Non ho trovato risposte razionali, non riesco ad analizzarmi in modo tale da trovarne.

Ora mi è facile, interrompo una comunicazione e non mi puoi vedere, anche se sai come sto! Ma quando sarai qui, dovremo crescere, tutti e due…beh io di sicuro.

Poi mi mancano le parole, anche se nella mia fantasia vorrei spedirti a quel paese urlandoti dietro “ma non capisci?”. Sbaglio.

Forse si, tu lo capisci…

Ma dovrei essere più leggera e capire che non può essere tutto rose e fiori…purtroppo la realtà non lo è ed i fottuti giorni no arrivano per tutti…

Casualmente l’allineamento planetario ha fatto si che fosse il giorno NO per entrambi…

Abbiamo paura…e sbagliamo