Il finger casoncello

On air -Sexx Laws- Beck

Alcuni giorni la rabbia sale…sale ed arriva alla testa…

Ehm…la mia si ferma allo stomaco, scende all’intestino, stagna un po’, poi risale, al massimo, fino ai polmoni ed arriva alla gola…più su non va, quindi…mi arrabbio con me stessa e basta!

Ultimamente mi balena, da qualche parte nel mio cervello, l’idea di fare la fiorista…anche se il mio pollice è nero, nutro la speranza di poter sempre imparare a curare e nutrire le piante…arbusti, alberelli nani, fare innesti…ecco sì, questo mi piacerebbe fare…Oppure mi piacerebbe avere un’idea di quelle innovative, una start up (ma non trovo niente di veramente utile da creare), vorrei avere una di quelle idee…una di quelle così semplici che nessuno ci pensa mai, e quindi potrei vivere spensierata…tipo aprire una piadineria in un luogo in cui le piadine non esistono…però non è così innovativa come cosa, quindi potrei fare i casoncelli burro e salvia…quella sì che sarebbe un’idea…farei i casoncelli da street, il finger casoncello da gustare per strada…o comodamente seduti nel risto street.

Insomma, il fatto è che i miei responsabili sono davvero insopportabili ed io sono incapace di replicare…perchè quello che vorrei davvero fare sarebbe insultarli…ma sono miss bonton e quindi non è nelle mie corde la violenza verbale…come mi direbbe uno psicologo: “il problema non sono loro, il problema è tuo”. Ed infatti dovrei vivere serena, fare il mio lavoro e farlo bene…al meglio delle mie possibilità…e mi spiace perdere in conoscenza…perchè sto disimparando tutto quello che sapevo…quindi la soluzione è duplice:

a) provare a cambiare il sistema

b) provare a cambiare io

Ho provato in un anno a combinare a+b, quindi cercare di portare cambiamenti e provare ad assimilare i cambiamenti che un posto nuovo, con stimoli nuovi, poteva comportare. Ad oggi so che non si può cambiare quello che è tradizione da anni, e che da sola non ce la faccio…e poi non tutti sono aperti al cambiamento…io per prima che non riesco ad accettare certe cose…e quindi provo a cambiare io…cambiare posto…

E’ una cosa che non capisco, ma credo che la vita faccia sbattere contro lo stesso muro finché non si impara a scavalcarlo, a costruirci una porta e passarvi oltre, (oppure si potrebbe anche pensare di lanciare contro il muro un esplosivo e aspettare che si disintegri) … insomma si cambia strada, ma il problema, il mio, riappare…imparerò prima o poi….????

Vediamo un po’ di vie en rose: mr buemood mi suggerisce di essere leggera per vivere meglio il mio lavoro…e da un anno mi spinge al cambiamento…ed ora…con un po’ di latenza, ci sono arrivata anche io (facciamo festa). E poi ci aspetta il cambiamento…quello che ho sempre voluto da 2 anni a questa parte, ma che ad oggi un po’ mi spaventa…mettiamocela tutta…

Tu non sei

On air -Smoke and Ashes- Tracy Chapman

Tu non sei i tuoi anni,
nè la taglia che indossi,
non sei il tuo peso
o il colore dei tuoi capelli.
Non sei il tuo nome,
o le fossette sulle tue guance,
sei tutti i libri che hai letto,
e tutte le parole che dici
sei la tua voce assonnata al mattino
e i sorrisi che provi a nascondere,
sei la dolcezza della tua risata
e ogni lacrima versata,
sei le canzoni urlate così forte,
quando sapevi di esser tutta sola,
sei anche i posti in cui sei stata
e il solo che davvero chiami casa,
sei tutto ciò in cui credi,
e le persone a cui vuoi bene,
sei le fotografie nella tua camera
e il futuro che dipingi.
Sei fatta di così tanta bellezza
ma forse tutto ciò ti sfugge
da quando hai deciso di esser
tutto quello che non sei.

Ernest Hemingway

Imsomniac

Io e le lingue straniere siamo sempre andate d’amore e daccordo, ma l’inglese…l’inglese è tutta un’altra infinita storia…

Alle superiori tutti 8…la musica inglese? Il mio pane quotidiano…ma, come dire, ho sempre preferito francese, idem all’università!

Ed ora a 29 anni mi trovo a prendere aerei, parlare inglese, capire anche quando mi parlano, fingere disinvoltura e interloquire con semplici, brevi, coincise frasi. Spesso faccio paragoni con la madrelingua…ho sempre sognato di parlare forbito, mostrando padronanza dell’italiano, che tanto bel lessico ha, e che quella parola, ha quel significato e non mille accezioni diverse… usare termini come qualora, quantunque, mulinare, parossismo, ecc mi danno il senso di profondità….Non so come dirlo…e poi? La filologia romanza e la storia di come sono simili tra loro le lingue romanze?? Amavo quel corso!!

Insomma l’inglese mi sta antipatico, forse perché il mio docente, sempre di nero vestito, e dal fisico segaligno, sempre con gomma in bocca, capiva solo lui quello che spiegava? Non ho risposte.

Sa il fato perché ho acquistato dei libri e stia seguendo un corso on line…ebbene lo so anche io…perché potrei andare in Canada, non in Québec…for sure!

E da qui nasce l’iter per capire cosa fare…è un paese che richiede preparazione, professionalità ed esami di lingua…richiede altre 1300 cose…chissà se ce la farò? E lo IELTS? Non superavo inglese 1 all’università…mah le vie dell’inglese sono infinite!!!

Eppure sto bene dove sto…ma mr blue mood no…Ed io non voglio essere quella che gli tarpa le ali, né quella che gli fa da zavorra…e poi…è così difficile vivere a distanza…Non ho ancora nulla di chiaro…però mi preparo…si sa mai dovessi capire qualcosa!

ogni tanto mi chiedo se ho il coraggio per cambiare…per lasciare…e ricominciare…ma questo è un altro capitolo!! Ma a me…piacerebbe to settle down…mettere le fantomatiche radici…

Il fatto è che manchi mr blue mood…

Ed io ho sempre fretta…Vado di corsa, e dico cose, uso idiomi per esprimere emozioni…tu hai un’altra andatura…e certe cose non le esprimi, con mio rammarico…ma sai dimostrare…

Se cambiassimo passo tutti e due?

Settle down with me,

cover me up

cuddle me in

TROPPE DOMANDE

Come si fa a far fronte al proprio carattere?
Sono terribilmente permalosa…e come si fa? Come?
E per giunta faccio anche l’orgogliosa non ammettendo di esserci rimasta male, sussurrando: «va tutto bene!!!» Insomma un’accoppiata perfetta…come la panna e la crema pasticcera che fanno la chantilly…uguale!!!
E mi sento dire che c’è qualcosa che non va e che il mio tono di voce è cambiato…cambia sempre quando mi arrabbio o resto male per qualcosa. Brava!!! Me lo diceva la mia maestra di canto…”la voce è sensibile ad ogni stato dell’umore”… E dopo anni di studio, e sì anche qualche progresso, non controllo la mia voce in queste circostanze…!! E quindi dico che tutto va bene, anche se tu te ne accorgi che non è così e che sto mentendo!!
“Bugiarda!!!” Me lo dico da sola!!! E mi dico anche: “…predichi bene agli altri, e per te invece, razzoli così così…”
Perché?
Perché le relazioni sono così difficili, a volte? Anche dopo anni?
Forse perché io non mi smuovo dalle mie posizioni? O meglio, non capisco?
Eppure sono paziente, mi dico!
Però lui ha detto così, ha fatto cosà…
Ma un semplice «ti voglio bene, oggi son “scazzato” (passatemi il francesismo)» avrebbe risolto?. No.
Perché alle volte sono proprio incontentabile…poco capisco…dei suoi di sbalzi e del suo di umore…
Ma tu sei più saggio, solo per questione anagrafica, e porti pazienza alle mie insistenze…
Siamo due caratteri perfetti:
Ms bonton e mr blue mood!!

NONNI

Ho fatto un sogno ieri…molto carino ed oggi mi fa sorridere.
Sognavo di chiacchierare con mia nonna, era un giorno di festa, festa grande, tipo che si era tutti a pranzo fuori…ristorante, giardino, sole…tanti invitati, mille portate, musica, tutti rilassati e anche un po’ alticci, a dire il vero!!
Insomma parlavo con lei e le raccontavo gli episodi salienti dei 12 anni della mia vita che son trascorsi, lei sorrideva, molto contenta!!
Approvava le mie scelte e mi dava consigli saggi, in verità solo uno e molto chiaro!!
Le stavo descrivendo un luogo in cui sono stata, una villa sul lago di Garda, e volevo assolutamente mostragliela.
Nell’estrema naturalità del sogno arriva mia nonno con un tablet alla mano, entrambi digitano il nome della villa e ne prendono visione. Beh mi sorridono compiaciuti per il bel posto…
Poi ci ritrovavamo a fare un trenino…
E voilà the end!!
Ok la fine del sogno è un po’ scadente, ed i miei nonni, che oggi avrebbero 95 anni lui e 88 lei, non si sono palesati a me in modo cassandrico dispensandomi profezie…
Ebbene no!!
Ma riflettevo sul sogno…
E ricordo me a 7-8 anni a casa dei nonni, con la nonna che scriveva tutto su dei quadernini. Dalle ricette, alla storia dei santi o appunti tutti suoi sui lavori a maglia, all’uncinetto o a punto croce (mai imparati).
Quindi sarei davvero curiosa di sapere cos’avrebbero fatto con un bel tablet tra le mani!!

CIOCCOLATO

E ieri sera l’idea quasi malsana di raccontare…buttandomi in una nuova impresa…Priscilla parla di “camici bollenti”, di cliché e di amori tra medico e infermiera nati tra una corsia e l’altra, troviamo anche i nomi ai personaggi…poi vagamente pensa ad uno chalet in Trentino…mostrandomi siti di splendidi alberghi montani…Insomma mi dà delle idee per raccontare ironicamente degli episodi…di vita vissuta… Ma purtroppo per me niente cliché, niente alberghi d’alta montagna con spa e canederli o anche solo pizzoccheri.

Io addento distrattamente un biscotto con il cuore di cioccolato e cioccolato tutto attorno…ebbene sì alle volte…cioccolato è sinonimo di sopravvivenza…

Non vedo l’ora di poter uscire da questa gabbia di prigionia forzata: la malattia del dipendente pubblico…

Ovvio è che non posso fare diversamente…e l’attesa mi risulta pesante. Sono passati giorni e giorni e giorni e non ce la faccio più…ed i punti tirano, ed il referto non è ancora pronto, e l’antibiotico scombussola la mia già provata flora, e poi i pensieri…Quelli NO…non li posso fermare…eh no…perchè il cervello è veloce e da un momento all’altro i pensieri più assurdi e paurosi si insinuano dentro e mi rendo conto che è solo paranoia, ma serve fare reset. Ed il pulsante non l’ho ancora trovato…mannaggia!!!! Ma ogni giorno c’è chi mi chiede come sto e sono tutte “coccole”…ed è così…

Allora un bel respiro e una buona compagnia possono aiutare (grazie amici)…e sì il training autogeno anche, ma di notte gli incubi apocalittici…quelli con i 4 cavalieri, la fine del mondo e tutto il resto, per intenderci…fanno da compagnia…ed alle 5.30 gli occhi si aprono e riprendere sonno è davvero difficile.

Allora penso che ho paura, paura di perdere tutto e di non poter fare tutte le cose che vorrei…paura di non stare bene…

Ma mi conosco e so che sono tragica e la paura mi confonde annebbiando la mia già debole razionalità, ed è chiaro: sono stata fortunata. E questa mattina, finally, un po’ di sole…evviva…

Insomma -2 e torno alla vita normale (se normale può definirsi).

Racconto di una storia, forse una come tante

Racconto una storia…una come tante…
Parla di due persone, si incontrano, si conoscono, diventano amiche e poi si innamorano…
Tante difficoltà circostanti all’inizio
Poi si aggiunge la voglia di costruire di lei, la paura e l’indecisione di lui…lei forse non lo capiva, lui ed i suoi sogni, lui e le sue difficoltà

E poi mesi di fatica…seguiti dall’unica soluzione possibile, per lui, per ridurre la fatica di entrambi.
Ed ora mi concentro su di lei…
Lei che ci credeva…che si sentiva ancora piccola, forse piccola lo era davvero per affrontare un ambiente fatto, per dirlo alla Montale, di cocci aguzzi di bottiglia…
La fatica di risollevarsi, la fatica di lavorare insieme…la fatica di alzarsi al mattino e aprire gli occhi e dirsi è tutto vero, non c’è più, la fatica di non pensarlo di giorno per poi continuare a sognarlo di notte, la fatica di uscire con altri ragazzi e sentire comunque la sua mancanza, perché come la guardava lui era diverso, come le prendeva la mano era diverso, il suo profumo era diverso…
E poi la lotta contro se stesse per tenerlo fuori dalla propria vita…
E ancora i tira e molla…
E poi la fine estenuante, ma unica salvezza…contro le sue indecisioni e le sue identiche risposte alle identiche domande di lei…
E poi il vuoto.
Il vuoto in cui si prova a dimenticare, si ha fretta di guarire, si pensa solo alle cose brutte, ma vengono fuori anche le cose belle…
E poi ripensare a quella notte quando è andato via, alle lacrime, al divano e ad una mamma che ti promette che sarai felice…
Agli amici che ti fanno vedere le cose più belle della vita e ti stanno sempre vicini…anche con un buongiorno via messaggio!!
E per due mesi di silenzio è salva, lui cambia nazione, lei cambia lavoro. Lei si arrabbia, lo pensa ma ha solo parole brutte per lui, ricorda tutti i diversi modi in cui lui l’ha ferita, poi vengono fuori i ricordi belli ed i gesti belli di lui…e lei ne parla ancora…ed un po’ ne ha vergogna…è finita…ufficialmente da molti mesi ormai…ed è dura non pensarlo…ma in questi mesi di vuoto lei capisce cosa vuole…dalla vita…serenità…e fiducia nel futuro!! Cresce e spera di star bene!!
Lui torna e lei lo sa…empatia…lo sente…
Si incrociano per caso, lei sente la sua voce e si nasconde, lui non la vede…lei è salva…
Lui le scrive un messaggio…lei lo sperava!!
Tre giorni dopo si vedono e lui è felice, lei è spaventata…
Lui la guarda come faceva molti, molti mesi prima
Lui le prende la mano…si raccontano i mesi di silenzio
Fanno l’amore che come sempre è bellissimo, mettendoci sempre tutto, anima, corpo, mente e cuore…
Ma quella volta, c’era qualcos’altro…
Vederlo uscire da quella porta è sempre stato triste e anche quella notte…lui non aveva ben chiaro cosa volesse dalla vita…e lei si tirava fuori dai giochi…non aveva più voglia di quelle risposte…lei la sua l’aveva.
Dopo un mese lui c’è…lui vuole stare con lei, vuole costruire, vuole crescere…
Qualcuno me lo aveva detto molti mesi fa…non ti arrendere…

Taglio

Passo alcuni secondi a guardare il vuoto, e sono, a volte, i secondi più belli del far niente.
In quei momenti scorrono veloci immagini e pensieri che sono lì, in qualche cassetto semiaperto del mio cervello e, va’ a capire come e perché, emergono alla memoria.
La cosa curiosa è che vorrei vedere il mio volto perso nel nulla…credo sia qualcosa di singolare!
Prima ero lì e stavo guardando un ombra, oggi stranamente c’è il sole, e si proiettano sulle pareri di casa le ombre danzanti delle foglie di castagno che frizzano mosse dal vento.
Da qui sono iniziati i miei voli pindarici…poco coerenti tra loro…sono ritornata alle medie, poi ho riviaggiato in treno la mattina presto verso l’università, e poi son tornata al mare per le vacanze…e poi al sole, alla sabbia e al mio benessere a star lì sdraiata…al sole come una lucertola…com’era bello…
E poi torno al presente e penso a lunedì e al nuovo taglietto che dovranno fare…e alla nuova cicatrice e ai pochi giorni che passerò a casa stilando un plan sulle cose da fare…aspettando di svegliarci insieme e di aver solo buone novelle.
È come dici tu…è proprio uno sfigato, ma anche così, un po’ paura mi fa!
E so che è normale…

la storia della matita

Il bambino guardava la nonna scrivere una lettera.
Ad un certo punto, chiese: “Stai scrivendo una storia su di noi? E’ per caso una storia su di me?”.
La nonna smise di scrivere, sorrise e disse al nipote: “In effetti, sto scrivendo su di te. Tuttavia, più importante delle parole, è la matita che sto usando. Mi piacerebbe che tu fossi come lei, quando sarai grande.”

Il bimbo osservò la matita, incuriosito e non vide niente di speciale.
“Ma è identica a tutte le matite che ho visto in vita mia!”.
“Tutto dipende dal modo in cui guardi le cose. Ci sono 5 qualità in essa che, se tu riuscirai a mantenere, faranno sempre di te un uomo in pace con il mondo.
Prima qualità: tu puoi fare grandi cose, ma non devi mai dimenticare che esiste una mano che guida i tuoi passi: questa mano noi la chiamiamo Dio e Lui ti dovrà sempre indirizzare verso la Sua volontà.
Seconda qualità: di quando in quando io devo interrompere ciò che sto scrivendo ed usare il temperino. Questo fa sì che la matita soffra un poco, ma alla fine essa sarà più affilata. Pertanto, sappi sopportare un po’ di dolore, perché ciò ti renderà una persona migliore.
Terza qualità: la matita ci permette sempre d’usare una gomma per cancellare gli sbagli. Capisci che correggere qualcosa che abbiamo fatto non è necessariamente un male, ma qualcosa di fondamentale per mantenerci sulla retta via.
Quarta qualità: ciò che è davvero importante nella matita non è il legno o la forma esteriore, ma la grafite che è all’interno. Dunque fai sempre attenzione a quello che succede dentro di te.
Infine la quinta qualità della matita: lascia sempre un segno. Ugualmente, sappi che tutto ciò che farai nella vita lascerà tracce e cerca d’essere conscio d’ogni singola azione.