Storie di cibo, di nubi e di vento

Finalmente in vacanza…

Contornata da inglesi over 60…mi sento un po’ anziana dentro!

Questi mangiano tanto, davvero tanto!

La colazione è quasi apocalittica, tutti continuano a muoversi per accaparrarsi un tavolo, se per errore ti avvicini ad un tavolo già occupato, rischi, nonostante la britannica gentilezza, una condanna morale…cosicché tutti gli altri vecchietti si guarderanno dallo starti vicino…ehm…poco male!

La colazione caratterizzata da rumori continui di sedie che di spostano e piatti che si riempiono e si svuotano, di posate che poggiano sul piatto, o che vanno alla bocca, di mandibole masticanti e di denti attivi sul boccone.

I piatti sono gremiti di prelibatezze di origine animale e vegetale di nazionalità germano-anglosassoni, che poco trovano il mio gusto, ma che sicuramente mi permettono di fare uno studio.

I grassi non fanno poi così male se…all’età di  60 e passa anni questi ospiti godono di buona salute e di un lieve sovrappeso!

Io ed il mio quasi banale pasto fatto, spulciando attentamente tra le cose che potrebbero piacermi, da yogurth e frutta secca…un po’ ci vergognamo.

Va bene…niente uova e bacon per me…ma sarà questo forse il segreto dell’eterna giovinezza? Perché privarsi dei piaceri del palato e soffrire continuamente facendo sacrifici alimentari e andando a correre la mattina o la sera in mezzo ai campi dietro le scuole medie?

Insomma…questo è un mistero!

Il pranzo però lo saltiamo, dopo l’abbuffata delle 10!

La cena la fa da padrona…golosità del territorio? Noooo ancora una volta cucina continentale…e piatti sproporzionati per l’ampiezza degli stomaci…

Per lo meno come dice il mio mentore dell’alimentazione…mangiate tanta verdura!

Per fortuna i paesini limitrofi offrono una cucina tipica che oltre ad essere sostenibile è veramente buona.

Ed ecco che si scoprono minuscole botteghe in cui il cuoco cucina come avrebbe fatto mia nonna e che la signora che ci serve al tavolo potrebbe essere mia mamma e, cosa che mi sorprende sempre, anche se non si parla la stessa lingua…ci si comprende perfettamente!!

Il vento è onnipresente ed oggi, che ho scelto di prendere il sole…le nubi si accumulano minacciose!!

Farò un salto allo snack point!!

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…piedi freddi

È da un paio di notti che faccio fatica ad addormentarmi…non può essere il cambio dell’ora nè tantomeno dei pensieri, poiché non ne ho. Ed è brutto aspettare il sonno quando sai che alle 5.45 suona la sveglia!!!

Un mio amico avido di libri lesse un giorno: “finché riesci a dormire, va tutto bene”. Ecco è per me, questa una situazione seminuova.

Ho fatto prove : ho adottato la tecnica “guardo la tv”…intanto ho fatto altro, ho sistemato le varie cartelle e files ed il desktop è in ordine. Ho infine ascoltato della musica rilassante, tramite una app…ma oggi mi irrita…

Ed ho anche i piedi gelati…

Morfeo, vedi tu, se di grazia volessi passare…

She run, run, ruuuuun away

On Air -Creep- Radiohead

Non so come spiegarmi, ma è quando sento canzoni di artisti anonimi in cui trovo un pezzettino del mio vivere, in cui ritrovo emozioni o rivivo ricordi…mi manca un po’ il fiato, alcune sono di una bellezza che è impossibile ritrovare. Come quando mi commuovo ad ascoltare una bimba di 6 anni, dotata di auricolari, che canta una canzone famosa in inglese inventando le parole.

Mi fermo a pensare che storie hanno questi musicisti che ci mettono tutto, non solo le due corde vocali che, quelle son bravi tutti a farle vibrare, i vari arrangiamenti ed il coraggio per raccontarsi a chi, a volte, si ferma ad ascoltare.

E tante canzoni mi rimandano a te, nella loro dolcezza e profondità, nella loro estrema malinconia, nella loro infinita gamma di grigi, nella loro unicità…

Manchi! Manchi tanto! Manca svegliarmi con te. Addormentarmi dandoti la mano. Darti un bacio e sentire il tuo profumo. Fare la permalosa quando mi prendi in giro. Farti sentire la mia playlist e aver voglia di noi…. Vorrei tu fossi qui…solo per stringermi un po’ a te…perchè…tante volte mi basta solo un abbraccio per ricaricare le energie…tante volte parte della mia forza sei tu…

Sbagliare

Ci sono quei giorni in cui basta un niente per farmi mettere in dubbio tutto…ma tutto, me, te e tutto.

Ed oggi è un giorno di questi…

Perché mi serve avere sicurezza?

Perché gli chiedo conferme su cose che sono lontane?

E perché, infine, mi incupisco e sento la gola stretta in una morsa?

I vari perché non mi sono ancora noti!

Non ho trovato risposte razionali, non riesco ad analizzarmi in modo tale da trovarne.

Ora mi è facile, interrompo una comunicazione e non mi puoi vedere, anche se sai come sto! Ma quando sarai qui, dovremo crescere, tutti e due…beh io di sicuro.

Poi mi mancano le parole, anche se nella mia fantasia vorrei spedirti a quel paese urlandoti dietro “ma non capisci?”. Sbaglio.

Forse si, tu lo capisci…

Ma dovrei essere più leggera e capire che non può essere tutto rose e fiori…purtroppo la realtà non lo è ed i fottuti giorni no arrivano per tutti…

Casualmente l’allineamento planetario ha fatto si che fosse il giorno NO per entrambi…

Abbiamo paura…e sbagliamo

Il finger casoncello

On air -Sexx Laws- Beck

Alcuni giorni la rabbia sale…sale ed arriva alla testa…

Ehm…la mia si ferma allo stomaco, scende all’intestino, stagna un po’, poi risale, al massimo, fino ai polmoni ed arriva alla gola…più su non va, quindi…mi arrabbio con me stessa e basta!

Ultimamente mi balena, da qualche parte nel mio cervello, l’idea di fare la fiorista…anche se il mio pollice è nero, nutro la speranza di poter sempre imparare a curare e nutrire le piante…arbusti, alberelli nani, fare innesti…ecco sì, questo mi piacerebbe fare…Oppure mi piacerebbe avere un’idea di quelle innovative, una start up (ma non trovo niente di veramente utile da creare), vorrei avere una di quelle idee…una di quelle così semplici che nessuno ci pensa mai, e quindi potrei vivere spensierata…tipo aprire una piadineria in un luogo in cui le piadine non esistono…però non è così innovativa come cosa, quindi potrei fare i casoncelli burro e salvia…quella sì che sarebbe un’idea…farei i casoncelli da street, il finger casoncello da gustare per strada…o comodamente seduti nel risto street.

Insomma, il fatto è che i miei responsabili sono davvero insopportabili ed io sono incapace di replicare…perchè quello che vorrei davvero fare sarebbe insultarli…ma sono miss bonton e quindi non è nelle mie corde la violenza verbale…come mi direbbe uno psicologo: “il problema non sono loro, il problema è tuo”. Ed infatti dovrei vivere serena, fare il mio lavoro e farlo bene…al meglio delle mie possibilità…e mi spiace perdere in conoscenza…perchè sto disimparando tutto quello che sapevo…quindi la soluzione è duplice:

a) provare a cambiare il sistema

b) provare a cambiare io

Ho provato in un anno a combinare a+b, quindi cercare di portare cambiamenti e provare ad assimilare i cambiamenti che un posto nuovo, con stimoli nuovi, poteva comportare. Ad oggi so che non si può cambiare quello che è tradizione da anni, e che da sola non ce la faccio…e poi non tutti sono aperti al cambiamento…io per prima che non riesco ad accettare certe cose…e quindi provo a cambiare io…cambiare posto…

E’ una cosa che non capisco, ma credo che la vita faccia sbattere contro lo stesso muro finché non si impara a scavalcarlo, a costruirci una porta e passarvi oltre, (oppure si potrebbe anche pensare di lanciare contro il muro un esplosivo e aspettare che si disintegri) … insomma si cambia strada, ma il problema, il mio, riappare…imparerò prima o poi….????

Vediamo un po’ di vie en rose: mr buemood mi suggerisce di essere leggera per vivere meglio il mio lavoro…e da un anno mi spinge al cambiamento…ed ora…con un po’ di latenza, ci sono arrivata anche io (facciamo festa). E poi ci aspetta il cambiamento…quello che ho sempre voluto da 2 anni a questa parte, ma che ad oggi un po’ mi spaventa…mettiamocela tutta…

Tu non sei

On air -Smoke and Ashes- Tracy Chapman

Tu non sei i tuoi anni,
nè la taglia che indossi,
non sei il tuo peso
o il colore dei tuoi capelli.
Non sei il tuo nome,
o le fossette sulle tue guance,
sei tutti i libri che hai letto,
e tutte le parole che dici
sei la tua voce assonnata al mattino
e i sorrisi che provi a nascondere,
sei la dolcezza della tua risata
e ogni lacrima versata,
sei le canzoni urlate così forte,
quando sapevi di esser tutta sola,
sei anche i posti in cui sei stata
e il solo che davvero chiami casa,
sei tutto ciò in cui credi,
e le persone a cui vuoi bene,
sei le fotografie nella tua camera
e il futuro che dipingi.
Sei fatta di così tanta bellezza
ma forse tutto ciò ti sfugge
da quando hai deciso di esser
tutto quello che non sei.

Ernest Hemingway

Imsomniac

Io e le lingue straniere siamo sempre andate d’amore e daccordo, ma l’inglese…l’inglese è tutta un’altra infinita storia…

Alle superiori tutti 8…la musica inglese? Il mio pane quotidiano…ma, come dire, ho sempre preferito francese, idem all’università!

Ed ora a 29 anni mi trovo a prendere aerei, parlare inglese, capire anche quando mi parlano, fingere disinvoltura e interloquire con semplici, brevi, coincise frasi. Spesso faccio paragoni con la madrelingua…ho sempre sognato di parlare forbito, mostrando padronanza dell’italiano, che tanto bel lessico ha, e che quella parola, ha quel significato e non mille accezioni diverse… usare termini come qualora, quantunque, mulinare, parossismo, ecc mi danno il senso di profondità….Non so come dirlo…e poi? La filologia romanza e la storia di come sono simili tra loro le lingue romanze?? Amavo quel corso!!

Insomma l’inglese mi sta antipatico, forse perché il mio docente, sempre di nero vestito, e dal fisico segaligno, sempre con gomma in bocca, capiva solo lui quello che spiegava? Non ho risposte.

Sa il fato perché ho acquistato dei libri e stia seguendo un corso on line…ebbene lo so anche io…perché potrei andare in Canada, non in Québec…for sure!

E da qui nasce l’iter per capire cosa fare…è un paese che richiede preparazione, professionalità ed esami di lingua…richiede altre 1300 cose…chissà se ce la farò? E lo IELTS? Non superavo inglese 1 all’università…mah le vie dell’inglese sono infinite!!!

Eppure sto bene dove sto…ma mr blue mood no…Ed io non voglio essere quella che gli tarpa le ali, né quella che gli fa da zavorra…e poi…è così difficile vivere a distanza…Non ho ancora nulla di chiaro…però mi preparo…si sa mai dovessi capire qualcosa!

ogni tanto mi chiedo se ho il coraggio per cambiare…per lasciare…e ricominciare…ma questo è un altro capitolo!! Ma a me…piacerebbe to settle down…mettere le fantomatiche radici…

Il fatto è che manchi mr blue mood…

Ed io ho sempre fretta…Vado di corsa, e dico cose, uso idiomi per esprimere emozioni…tu hai un’altra andatura…e certe cose non le esprimi, con mio rammarico…ma sai dimostrare…

Se cambiassimo passo tutti e due?

Settle down with me,

cover me up

cuddle me in