Leggendo

“Ce ne sono milioni meglio di lui!
E con questo? Ce ne sono milioni anche meglio di me. Comunque io non conosco quelli meglio di lui e non posso consumar la mia vita ad aspettar di conoscerli. E poi se dovessimo cercare la perfezione in un uomo, si amerebbero i santi. I santi son morti e io non vado a letto col calendario”

Ho letto che nelle relazioni d’amore regna sovrana l’insicurezza e che metaforicamente ci si ritrova a navigare una zattera, quella dell’insicurezza, senza avere nozioni di marina. Più si è insicuri più l’altro si allontana. Più si è insicuri più si diventa irrazionali. E come una reazione a catena si sbaglia con il rischio di perdere.
La sicurezza, la salvezza, la cura, non le si trova nell’altro.

L’amore deve accettare, sopportare un elevato grado di ansia e  senso di incertezza, se alla passione non seguono un impegno  morale e un’assunzione di responsabilità nei confronti dell’altro. L’incertezza e l’angoscia che ne 
derivano sono oggi accentuate dalla tendenza consumistica a non farsicarico di alcun obbligo, di alcuna promessa che leghi per sempre. Nessuno vuole pagare il prezzo della sicurezza con la perdita della libertà di sfruttare altre opportunità future, quando si  presenteranno. Così tutti i rapporti rimangono per lo più in bilico e sempre più brevi, esitanti, indeboliti da una contraddizione fatale. 
Avere figli oggi è una decisione carica di tensione, estremamente  difficile perché gravida di penose
conseguenze, perché può precludere  possibilità di carriera, imporre di assumere un impegno irrevocabile  per un tempo indeterminato, cioè praticamente per sempre: tutte  condizioni in contrasto, osserva Bauman, con la tendenza generale dellavita  liquido-moderna, che esclude di assumere impegni.

Anche se difficile…

Lei è sua moglie avete mai vissuto crisi?
“Come potrebbe essere diversamente? Ma fin dall’inizio abbiamo deciso che lo stare insieme, anche se difficile, è incomparabilmente meglio della sua alternativa. Una volta presa questa decisione, si guarda anche alla più terribile crisi coniugale come a una sfida da affrontare. L’esatto contrario della dichiarazione meno rischiosa: “Viviamo insieme e vediamo come va…”. In questo caso, anche un’incomprensione prende la dimensione di una catastrofe seguita dalla tentazione di porre termine alla storia, abbandonare l’oggetto difettoso, cercare soddisfazione da un’altra parte “.

…and here we are in heaven!

“L’invito ad amare il prossimo tuo come te stesso dice Freud, è uno dei principi di fondo della vita civile. È anche quello maggiormente contrario al genere di ragione che la civilà promuove: la ragione dell’egoismo, e quella della ricerca della felicità. […]
Amare il prossimo può richiedere un atto di fede; il suo risultato, tuttavia, segna l’atto di nascita dell’umanità. Segna anche il fatidico passaggio dall’istinto di sopravvivenza alla moralità.
Ciò che amiamo del nostro amore di sé è un proprio io degno di essere amato. Ciò che amiamo è lo stato, o la speranza, di essere amati di essere oggetti degni di essere amati, di essere riconosciuti come tali, e di ricevere adeguata prova di tale riconoscimento. In breve: per essere dotati di amore di sé, ci occorre essere amati. Il rifiuto dell’amore, genera odio di sé. L’amore di sé si costruisce con i mattoni offertoci da altri.
Quando ci ascoltano con attenzione. In questi casi, recepiamo che siamo rispettati. Riteniamo, cioè, che ciò che pensiamo, facciamo o intendiamo fare sia rilevante. Se altri mi rispettano, allora è ovvio che dev’esserci in me qualcosa che che solo io posso offrire ad altri: e ovviamente esistono degli altri che sarebbero ben contenti di ricevere ciò che posso offrire loro.
Amare il nostro prossimo come noi stessi significherebbe dunque rispettare la reciproca unicità: apprezzare il valore delle nostre differenze, le quali arricchiscono il mondo che tutti insieme abitiamo, rendendolo un luogo più affascinante e godibile e ampliando ancor più la cornucopia delle sue promesse.”

Mi chiedo come Bauman sia riuscito a trovare queste risposte…

Mi piace quando dice che l’amore di sé si costruisce con i mattoni offertici da altri…è bello costruire, insieme…mettendo vicini tanti tanti tanti mattoni…

 

Letio Magistralis

Ascoltandola mi sento come Arrietty di Mihazaki…anche se, effettivamente, niente ci accomuna!
Innanzitutto non sono minuscola, né ho un mondo nascosto sotto al pavimento, né un amico cardiopatico che mi regala la cucina della casa delle bambole…
E come lei vorrei una spada…fatta con un ago…ma gigante…cioè in proporzione!!!
E non diventerei la nuova Puzelette d’Orlèans, vista l’assonanza del nome, ché, sappiamo tutti la fine che fa…bruciata sul rogo!! E non sarebbe il caso!!
Io oggi ero lì…posto giusto e momento giustissimo?
Ero proprio dov’eri anche tu!!!
Come spiegare…è come dicono i Queen “it’s a hard life”…
Bauman ne parla…anche se Michela Marzano non è molto d’accordo.
Bauman lo dice…le relazioni dei nostri giorni sono “usa e getta” e lo definisce chiamandolo “amore liquido” e cioè quel bisogno di amare ed essere amati, in una continua ricerca di appagamento, senza essere mai sicuri di essere stati soddisfatti abbastanza. L’amore liquido è proprio questo: un amore diviso tra il desiderio di emozioni e la paura del legame. Ma il caro Zygmunt è rimasto con la sua Janina per ben 62 anni e descrive il loro rapporto come una bottiglia di buon vino…sì vino…che migliora con gli anni!!
Allora cos’è?
Libertà e sicurezza sono valori entrambi necessari, ma sono in conflitto tra loro. Il prezzo da pagare per una maggiore sicurezza è una minore libertà e il prezzo di una maggiore libertà è una minore sicurezza. La maggior parte delle persone cerca di trovare un equilibrio, quasi sempre invano.
È così. Quando ciò che ci circonda diventa incerto, l’illusione di avere tante “seconde scelte”, che ci ricompensino dalla sofferenza della precarietà, è invitante. Muoversi da un luogo all’altro (più promettente perché non ancora sperimentato) sembra più facile e allettante che impegnarsi in un lungo sforzo di riparazione delle imperfezioni della dimora attuale, per trasformarla in una vera e propria casa e non solo in un posto in cui vivere. “L’amore esclusivo” non è quasi mai esente da dolori e problemi – ma la gioia è nello sforzo comune per superarli…