Durante la fila.

On Air – Total eclypse of the heart – 

Oggi è lo snow day, pochi gradi sotto lo zero, ma credetemi, si sentono tutti, e pochi cm di neve. Lo vedo che siamo provati dal freddo, noi che, seppur del nord, seppur avvezzi al gelo, avvezzi non lo siamo per davvero. Vedo i volti di persone che camminano tutte imbacuccate per le strade diventare rubicondi quasi da ustione e mi rendo conto che l’inverno non si è risparmiato e il famigerato “calore” che solo le gravide sentono, io non lo sento affatto. Ovvio non è un dramma!! Infatti dopo un confronto con una coppia di amici norvegesi…è inutile dire che Norvegia 1- Italia 0. Nel loro giardino hanno 1 metro di neve, -20°C, insomma…cosa ci lamentiamo?? Ci si comporta un po’ come gli inglesi che parlano sempre del weather o come gli anziani…italiani.

Ho qualcosa da dire su questa fascia di età. Tutto nasce da una mia riflessione fatta qualche giorno fa quando mi recai a Brescia per una visita. Innanzitutto il parcheggio di questa struttura era gratuito, alcuni parcheggi a pagamento, ma altri, molti altri, gratuiti. Questo è lodevole. Primo punto!

Secondo punto a favore: alle casse priorità per le donne gravide. Ho il mio pulsantino su 4 da toccare e voilà dopo pochi minuti è il mio turno. Questo non è sinonimo di struttura funzionante o all’avanguardia, sia chiaro, ma è un’attenzione all’utente non indifferente.

Comunque volevo dire due parole sulla fascia di età alla quale pago la pensione, perchè durante la mia visita a Brescia pensavo alle code, ai nonni e al rispetto.

Spesso durante le lacune temporali quando sei in fila e non puoi fare altro che percepire il fatto che quel tempo di attesa è come se non esistesse, mi rendo conto che osservo cosa fanno gli altri. Madre e figlia straniere che discutono metà in italiano (con chiaro accento delle valli della figlia) e metà in arabo, un signore che guarda malizioso la donna che si reca allo sportello che indossa pantaloni di pelle bordeaux e tacco 12 dello stesso colore, la mamma che è un po’ in imbarazzo perchè la propria bimba corre per tutta la sala d’attesa…e poi ci sono loro…

E’ appurato che durante le file per la prenotazione di qualsiasi cosa, in qualsiasi tipo di fila, loro, tendano a non rispettare la coda, che facciano finta di non capire dove finisce, ma vedono bene dove inizia, eh!! e che spaesati non capiscano quale tastino digitare per avere il numerino. Hanno alle spalle l’esperienza ed è così che sono diventati dei maestri in quello che fanno…e tu non riesci a dire niente perchè ti ricordano i tuoi nonni e poi sono sicuramente molto più acciaccati di te…quindi li fai passare, ma se lo si fa notare…ti guardano come se tu fossi il mostro di Firenze…e magari rispondono “ehh vabé oramai siamo qui”!!

Un altro episodio mi ha destato interesse sul loro comportamento coatto. Era il primo pomeriggio al centro prelievi, poca gente era presente, nessuna fila da fare. Mi reco davanti ad uno dei 3 (ben 3) monitor liberi per prendere il mio bigliettino, in quel momento mi suona il cellulare, tempo di rispondere e vacillo di fronte al monitor, ma intanto leggo quale tasto digitare…una coppia di gentili signori, mi urta senza pensiero e si accaparra il mio monitor…poco importa se altri 2 erano liberi, volevano proprio quello…e poi siccome il touch screen ha le sue insidie, ho anche aiutato la coppia a scegliere il loro biglietto…perchè sono stata una giovane marmotta.

Non aggiungo altro perchè non ho altre parole.

Buono snow day a tutti!

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