Meriggiare

Il mio allenamento per Santiago lascia a desiderare…ma ultimamente sono più assidua del solito…
Quindi passeggiamo!!!
Ho riscoperto stradine che da 20 anni avevo dimenticato…
Via gli auricolari…
…solo il silenzio, i grilli, il rumore delle mie scarpe sulla ghiaietta e i miei pensieri come compagnia!!!
Il sole che timido si fa vedere mi scalda e dopo un’ora di cammino mi viene in mente Montale e la sua meriggiare pallido e assorto!!!
Camminavo ed avevo l’impressione di essere tornata a quindici anni fa…
E da lì alla poesia di Montale il passo è stato breve…
Ma la cosa più sorprendente è stata il ricordo della mia adolescenza…
In primis le primavere ed i ciliegi in fiore lungo il viale delle scuole elementari, le corse in bici con gli amici, la leggerezza d’animo e l’incoscienza che mi faceva sembrare coraggiosa!!!
E in quel momento ho avuto fiducia…fiducia verso il futuro….
E Montale è stato, e resta, il mio autore italiano preferito!!IMG_5302.JPG

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let’s get it on

…ON AIR

Come sempre, ogni qual volta mi siedo a scrivere qualche post, parto con un’idea e poi arrivo ad altro…

Torno da un pomeriggio di fuego…un pomeriggio alla fine del quale avrei voluto semplicemente piangere giusto per il gusto di sfogarmi…

Perché non ho lavorato come avrei voluto, ero una trottola da un malato all’altro…e non finivo una cosa che dovevo farne un’altra, e chiama e trasferisci e fai gli esami e aiuta il collega…

E…e mi manca il mio vecchio reparto nel quale, anche se alle 4 di notte non mi ero ancora seduta e dovevo ancora riempire i carrelli e scrivere le consegne e stampare gli esami…mi sentivo soddisfatta perché davo il 100%…oltre che il cuore con tutte le sue 4 camere comprese di valvole…dove i medici si fidavano di me e come me davano il 100%.

Quindi forse sarà la frustrazione forse la stanchezza…ma mi sono molto arrabbiata…non si lavora così…

Uno dei vantaggi. forse uno dei pochi, del mio carattere è che riesco a scindere…e appena metto il piede fuori dal suolo ospedaliero…non vedo l’ora di tornare a casa…o di uscire…e poi tutto è passato, io sono oltre…e non penso più…

Solo ora che scrivo, mi rendo conto che, dopo tutto, oggi pomeriggio, ho dato il massimo…

…e stasera sarebbe stato bello stare insieme a casa…perché manchi…e altri dieci giorni sembrano lunghissimi!!!

Ed ho trovato una poesia, perché volevo parlare di sogni…sogno spesso e spesso li ricordo bene…

Il titolo è Non smettere…ed è bellissimo…perché rimanda alla canzone di Marvin Gaye…

Non smettere

Non smettere di sognare
Anche quando i sogni sembrano
Una via per la follia
Ma sanno farti volare
Anche quando il cuore è così pesante

Non smettere di sorridere
Anche quando costa così fatica

Non smettere di pensare
Perché è nel pensiero che nasce la tua vita

Non smettere di sperare
Perché la speranza è come una brezza leggera
Che sa ristorare l’anima

Non smettere di credere
Perché in qualche angolo di cielo
C’è un angelo che sta ascoltando i tuo cuore

Non smettere di amare
Perché amore chiama amore
Ed è questo il pane che nutre il tuo cuore
poesia
Non smettere
Non smettere mai
Di vivere.

 Antonella Amelotti

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/poesie/poesie-personali/poesia-41210?f=a:6928>

E tante cose mi sembravano impossibili…e sono successe…ed avevo smesso di sperare, di credere, ma continuavo ad amare…

…c’è chi me lo aveva detto…forse in sogno, forse nei miei pensieri, nelle mie speranze…me lo aveva detto di “non arrendermi”.

…Israele oggi dà 7 ore di tregua

Stefania Sinigaglia, ebrea, membro della rete ECO (Ebrei contro l’Occupazione), scrive una lettera aperta agli ebrei italiani:

Sono un’ebrea italiana della generazione post-1945, ebrea da generazioni da parte di entrambi i genitori. Sento il bisogno impellente in queste ore di angoscia e di guerra tra Gaza Palestina e Israele di rivolgermi ad altri ebrei italiani perché non riesco a credere che non provino lo stesso sgomento e la stessa repulsione per la carneficina che Israele sta compiendo a Gaza.

Non si mira a distruggere un nemico armato, non sono due eserciti ad affrontarsi: si sta sterminando un’ intera popolazione civile, perché il nemico è ovunque, in un fazzoletto di terra che stipa in 365 km2 un milione e ottocentomila persone, il nemico è sotto la terra sopra la quale c’erano case e scuole e negozi e ospedali e strade, c’è la gente, e se vuoi colpire chi sta sotto la terra è giocoforza ammazzare chi ci sta sopra a quella terra, anche un bambino lo capisce; ma fanno finta di non saperlo gli strateghi sottili di questo orrore infinito che si dipana sotto i nostri occhi.

Come facciamo a tacere di fronte a questa ingiustizia suprema, noi che per millenni siamo stati costretti a nasconderci nei ghetti per vivere, che venivamo additati come responsabili di nefandezze mai sognate, obbligati a convertirci a volte per non essere bruciati sui roghi?

Israele ha fondato uno Stato nel 1948 su terra altrui, sappiamo come e perché, ciò è stato accettato dal consesso internazionale e nel 1988 è stato accettato dall’OLP. I Palestinesi hanno riconosciuto il diritto di Israele a esistere, ma Israele dal 1967 occupa terra non sua, e lo sa.

Per anni e anni si è detto: quella terra occupata serve a fare la pace: territori in cambio di pace. Questo è stato il refrain che però è stato nel corso del tempo sepolto da guerre non più di difesa come nel 1967, ma di attacco, a partire dalla sciagurata invasione del Libano.

Come facciamo a non riconoscere che Israele ha scientemente, e per decenni ormai, rifiutato di addivenire a un compromesso sulle colonie, non ha mai smesso di costruirne e di avanzare annettendosi di fatto i territori su cui doveva negoziare, annichilendo la base pur ambigua ma reale che era l’accordo di Oslo.

Ha contribuito a creare Hamas, che in arabo significa “collera giusta”, e poi ne ha tollerato la crescita in funzione anti-OLP, ha reso la vita dei palestinesi una lotta per sopravvivere anche in Cisgiordania, e ha violato tutte le risoluzioni dell’ONU che gli imponevano di tornare alla famosa “Linea verde”.

Ha rubato altra terra palestinese costruendo la barriera di 700 km, dichiarata illegale dalla Corte dell’Aia ma tuttora in piedi.

E ora con il pretesto dell’uccisione di tre ragazzi di cui Hamas non ha mai riconosciuto la responsabilità, un’ accusa che non è stata corroborata da prove, ha scatenato una guerra non a Hamas ma a tutto un popolo. Non si può uccidere, annientare un popolo per sconfiggere un nemico che ha il diritto di difendersi.

E le richieste di Hamas non sono altro che le richieste della popolazione di Gaza: fine dell’assedio di sette anni, fine dello strangolamento.

Israele ha diritto a esistere DENTRO dei confini riconosciuti internazionalmente, ma dal 1982 è aggressore e viola il diritto internazionale.

Per avere la pace deve rinunciare alla folle idea di avere TUTTA la terra per sé e cacciarne chi ci abitava prima che arrivassero i primi coloni ebrei a fine Ottocento.

La guerra di Israele è non solo omicida ma è suicida: guardiamo al Libano che sta insieme ancora per miracolo, alla Siria distrutta, all’Iraq che va a pezzi, ai palestinesi che sono la maggioranza in Giordania, all’avanzare dell’islamismo salafita e jihadista in Africa settentrionale e occidentale, in Kenya, in Nigeria.

Quale avvenire promette la guerra infinita di uno stato di apartheid?

Quali possibilità invece apre il riconoscimento di diritti eguali ai palestinesi e alle migliaia di rifugiati e immigrati che anche in Israele spiaggiano cercando una vita e un avvenire migliori?

Quali prospettive aprirebbe uno Stato multiculturale, bi-nazionale e veramente democratico in Medioriente? Quale salutare rimescolamento di carte?

Apriamo gli occhi, abbiamo il coraggio di guardare in faccia la realtà, e gridiamo il nostro rifiuto di questo orrore e di questa politica di distruzione e morte che si ritorce contro chi la persegue.

A Response to ‘Women Against Feminism.’

iwantedwings

Imagine this:

The year is 2014. You are a white Western woman. You wake up in the morning in a comfortably sized house or flat. You have a full or part-time job that enables you to pay your rent or mortgage. You have been to school and maybe even college or university as well. You can read and write and count. You own a car or have a driver’s licence. You have enough money in your own bank account to feed and clothe yourself. You have access to the Internet. You can vote. You have a boyfriend or girlfriend of your choosing, who you can also marry if you want to, and raise a family with. You walk down the street wearing whatever you feel like wearing. You can go to bars and clubs and sleep with whomever you want.

Your world is full of freedom and possibility.

Then you…

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